Gazebo ovvero come sentirsi la parte buona dell’Italia

Gazebo, per chi non lo conoscesse, è il programma di Zoro alias Diego Bianchi, reporter e blogger romano della prima ora. Va in onda in primissima serata su Rai3 tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Va in onda in corrispondenza con il nostro orario di cena da Nord Europa. Stacchetti musicali e fumetti disegnati in real time da Makkox permettono di utilizzarlo anche come diversivo per la Nanetta (che poi, non si sa come, ma batte le mani ogni volta che parla Damilano).

Aficionados di Gazebo fin dalle origini, abbiamo conservato questa abitudine anche in Francia. Il punto è che da quando siamo Oltralpe, il modo  di guardare Gazebo  è cambiato profondamente. Sono cambiate anche le motivazioni e le sensazioni che ci lascia la sigla finale. Quando eravamo ancora residenti romani, guardavamo Gazebo come dei residenti romani, con sguardo estremamente romano-centrico (che poi, Zoro si presta alla cosa eh…) e con la consapevolezza, propria di tutti i residenti della capitale, che Roma è bella perchè è un casino. Totale. Sempre. E quindi, in fin dei conti, ti abbandoni a quella sensazione di ineluttabilità che comporta il vivere a Roma e te la godi fino in fondo, senza pensarci troppo.

Guardare Gazebo all’estero, essendo spazialmente e fisicamente residenti all’estero è tutt’altra cosa.

Il primo motivo è probabilmente un fattore spicciolo di cronaca: vuoi essere informato su cosa accade, senza dover troppo andar a cercare le notizie e fidandoti del punto di vista di chi te le racconta. Onore a Zoro, lui questo lo fa molto bene (thanks anche agli spiegoni di Damilano). Il secondo motivo è nascosto nelle pieghe di una nostalgia (canagliaaaaa…ok,ok…è Sanremo che gioca brutti scherzi) per il suolo patrio che però si condensa in un sentimento nostalgico verso Roma, la città che a torto o a ragione, ci eravamo scelti. Come se tutto passasse da lì, il bello e il brutto dell’Italia. Ma ancor più profondamente, guardiamo Gazebo perchè ci lascia la sottile sensazione, a puntata conclusa, di essere la parte giusta dell’Italia. Di incarnare il sogno di tanti  coetanei, millennials precari come te, di andare via pur rimanendo ancorato comunque alle radici. Perchè a 30 anni lo sai, che le origini sono importanti e che non vale la pena fingere di essere quello che non sei. Con tutti i pro e i contro della cosa.

Gazebo è il modo che abbiamo scelto per innaffiare la nostra autostima, per sentirci per 40 minuti al giorno, un po’ vincenti, nonostante tutto. Nonostante tutte le difficoltà che si incontrano ogni giorno, guardare Gazebo dall’estero ti dà la sensazione di avercela fatta, almeno un pochino, ad essere la parte buona dell’Italia.

 

 

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